INFERTILITA' E PMA VITA DA MAMMA

Atteggiamento positivo o autoconvincimento forzato?

10 Giugno 2013
Oggi seconda ecografia e secondo prelievo di E2 e Progesterone.
L’estradiolo è 3129 e il progesterone 0,54. Dall’ecografia si sono visti una ventina di follicoli, 10 da una parte e dieci dall’altra. Oggi devo continuare la terapia con 100 di Gonal-F, la mezza fiala di Decapeptyl e le due fiale di Luveris. Domani 7500 di Gonasi e giovedì mattina Pick-Up.
Non mi sembra vero, siamo già quasi arrivati al giorno del Pick-Up.

La prima ICSI è stata un’esperienza disastrosa, inutile negarlo. E’ chiara e viva dentro di me. La sera prima del Pick-Up ero molto ansiosa (molto non rende bene l’idea) e volevo mandare tutto a puttane. E’ stato mio marito a spronarmi ad andare avanti e per questo l’ho anche ritenuto colpevole. Perché colpevole? Perché dal giorno del Pick-Up la mia vita è stata una lunga discesa verso il baratro. E dentro di me incolpavo lui perché LUI aveva il DOVERE di fermarmi, visto il mio stato d’animo. LUI DOVEVA PROTEGGERMI e non costringermi a fare qualche cosa che il quel momento il mio corpo si rifiutava di fare. Non voglio scendere nei dettagli, ma dopo il tentativo andato male ho iniziato a soffrire di ansia e di attacchi di panico. E’ stato così per due lunghissimi anni. Due anni in cui avevo il timore di andare a fare la spesa da sola perché avevo paura di svenire. Ero totalmente dipendente da qualcun altro, qualcuno di cui mi fidassi veramente (quasi sempre mia sorella). Se riuscivo evitavo di uscire o di andare a pranzo o a cena fuori. Due anni in cui ho messo in discussione il mio amore e il mio matrimonio. Due anni in cui mi sono privata delle piccole cose e delle gioie quotidiane. Due anni in cui mi sono “dissanguata” cercando di curarmi con l’omeopatia, la pranoterapia e anche l’agopuntura.

Lo scorso anno però ho deciso di tentare il tutto per tutto. Sono andata da una brava psicoterapeuta, mi sono presa le mie gocce di antidepressivo e ne sono uscita fuori.
Ora capite che la mia paura non è tanto legata a un eventuale fallimento ma è più quella di perdere  la serenità che finalmente ho ritrovato. Qualcuno di voi potrebbe giustamente suggerire di lasciare le cose come stanno e di non rischiare di compromettere l’equilibrio interiore finalmente ritrovato per un tentativo che non ha nessuna certezza, per un sogno che potrebbe non realizzarsi mai. Si è vero, potrei lasciare le cose come stanno, ma tra qualche anno potrei ritrovarmi a interloquire con me stessa e rimproverarmi di essermi posta dei limiti per il timore di affrontare le mie paure. No, no posso e non voglio essere spettatrice di questa partita, la posta in gioco è alta e devo giocare bene le mie carte.  No, non posso e non devo lasciarmi dominare dalla paura di fallire. No, non posso e non devo pormi dei limiti.
Perciò affronterò questa nuova sfida senza sentirmi diversa, senza sentirmi una “sfigata”, e se non dovesse andare come spero anche se sarò delusa e triste, riuscirò comunque a essere fiera di me stessa per essere riuscita ad affrontare questa prova con saggezza e dignità.
Come mi ha scritto un’amica che ci ha già provato 4 volte… NOI “SPECIALI” SAREMO OTTIME MAMME. Si, perché noi non siamo difettose, noi siamo SPECIALI, e scusate se è poco.

Ora secondo voi sto solo cercando di essere positiva o mi sto autoconvincendo che l’ansia non prenderà il sopravvento il giorno prima del pick-up?

Sob… O_o

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Miky

Miky, 40 anni, un cuore sardo che batte in Piemonte. Moglie e mamma. Qui tra le pagine del mio blog, condivido passioni e ricordi, istanti di vita e piccoli dettagli di una giornata qualunque. Perché voglio ricordarmi ogni giorno quanto sia straordinario poter vivere un'ordinaria quotidianità!

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