GRAVIDANZA

Un sogno durato troppo poco

9 Ottobre 2013

Purtroppo neanche tutto l’amore che li ha circondati in questi mesi ha dato loro la forza di stare con noi. E’ stata una vera e propria via Crucis, un calvario, un incubo durato quasi 20 giorni. Li ho persi lentamente, e questa è stata la sofferenza più grande. Ogni giorno in quel maledetto ospedale ho sperato che la situazione migliorasse invece è stata una pugnalata dietro l’altra. Prima la scoperta dell’apertura del collo dell’utero, poi la rottura delle membrane del gemellino, e lui imperterrito che continuava a combattere forte come un Leone. Tutte le volte che lo vedevo su quel monitor il cuore mi si stringeva sapendo quale destino crudele lo aspettava. Il suo cuoricino ha continuato a battere per 9 giorni, fino a quando il suo cordone ombelicale è sceso in vagina e noi a malincuore abbiamo acconsentito a interrompere per sempre a quel cuoricino di continuare a battere. Il rischio infezione era troppo alto e in ogni caso non sarebbe andato avanti per molto, dovevamo cercare di salvare suo fratello. Nel momento in cui hanno tagliato il suo cordone ho provato una colpa che non mi so spiegare. Io avevo deciso che lui doveva morire (30.09.13). So che non aveva alcuna possibilità di sopravvivenza ma questo non mi fa sentire sicuramente meglio. Due giorni dopo è arrivata la febbre, sempre più alta, la PCR è schizzata alle stelle. Flebo di antibiotici e di pantoprazolo per far scendere la febbre, ma niente. Venerdì 4 ottobre mi sentivo troppo calda, mi sono venute le contrazioni e senza alcuno sforzo ho espulso il mio primo Angioletto. Mezz’ora dopo anche le membrane del secondo gemellino si sono rotte. L’infezione era troppo grave per provare a portare avanti la gravidanza e quindi abbiamo preso un’altra terribile decisione… Mi hanno indotto le contrazioni e partorire quel piccolo secondo Angioletto è stata la cosa più dura e maledettamente crudele che mi potesse mai capitare.

Non mi chiedo il perché di tanta sofferenza, so che non ci sono risposte… Finalmente sono a casa, ma non riesco a fermare le lacrime, ma è giusto così, tutto questo dolore merita di essere sfogato, spero solo che presto possa tornare a splendere il sole e che i miei Angioletti siano insieme e che da qualche parte abbiano trovato un posto dove essere felici. Ma soprattutto spero che sappiano quanto sono stati importanti e quanto li abbiamo amati, lo spero davvero, perché sinceramente fino a ora non lo sapevo neppure io…

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Miky

Miky, 39 anni, un cuore sardo che batte in Piemonte. Moglie e mamma. Qui tra le pagine del mio blog, condivido passioni e ricordi, istanti di vita e piccoli dettagli di una giornata qualunque. Perché voglio ricordarmi ogni giorno quanto sia straordinario poter vivere un'ordinaria quotidianità!

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